La magia della vita
E' appena iniziato l'anno nuovo e la notte tra il 2 e il 3, e' l'ennesima notte che trascorro in bianco da non so piu' quanto tempo. Riesco a mettermi a dormire solo verso le 8 passate, ma poco dopo mi sveglio mentre sta accadendo qualcosa di strano: si sono rotte le acque. Sveglio Franco e ci prepariamo per andare in ospedale. Nonostante la calma che cerchiamo di mantenere, io dimentico la cartellina con tutti gli esami e Franco, una volta che mi ha lasciata in pronto soccorso, torna a casa a riprenderli. Salgo in reparto e mi mettono a fare il monitor per controllare il battito e i movimenti di Massimo, poi mi ricoverano, chiedendomi le generalita' ed altri dati necessari per la mia degenza in ospedale. Non ho dolori, solamente un leggero fastidio pre-mestruale. Scopro "con piacere" che la notte si e' ricoverata una ragazza con la quale ho fatto il corso pre-parto, anche lei ha rotto le acque ed ha leggeri fastidi. Mi visitano ed alle 9.30 sono dilatata di 2 cm. Prendo possesso della mia stanza: fortuna e' una stanzetta singola, cosi' sono tranquilla per conto mio e non devo sorbettarmi le visite e le forzate conversazioni con altre partorienti. Infatti, il giorno prima, parlando con Franco gli avevo proprio espresso il desiderio di trascorrere il tempo in ospedale in una stanza da sola e qualcuno deve avermi accontentata. Durante il pomeriggio io e Claudia, la ragazza del corso pre-parto, ci sosteniamo a vicenda, ridiamo e scherziamo... ancora si ride e si scherza... ma con il tempo che passa, aumentano le contrazioni dolorose e i sorrisi non sono piu' tanto frequenti. Nel frattempo hanno gia' partorito due ragazze con taglio cesareo (anche una di queste due la conosco gia') e, mentre io e Claudia "travagliamo", entra la prima che partorira' naturalmente, dopo due giorni di dolori, aiutati alla fine da una flebo. Claudia viene rivisitata verso le 18 del pomeriggio ed e' arrivata a 7 cm di dilatazione, cosi' la portano in sala parto, mentre io resto nella mia stanza e continuo la mia esclation di contrazioni, sempre piu' forti. Franco mi sta tutto il tempo vicino, tranne un'ora in cui mamma gli da' il cambio per farlo andare a mangiare, ed entrambi cercano di alleggerire un po' di dolore con dei massaggi ai reni, ma... piu' passa il tempo, piu' tutto sembra inutile. Sono quasi le venti quando chiamo un'infermiera e le chiedo di vedere se c'e' qualcuno che puo' visitarmi perche' i dolori sono diventati quasi insopportabili e sento il bisogno di spingere. Finalmente, dopo altri dieci minuti, mi visitano e la situazione non e' per niente simpatica: da 2 cm sono arrivata ad avere una dilatazione di appena 4 cm, ho finito il liquido amniotico e la testa di Massimo e' ancora bella alta. Inutile provare a farmi una flebo per far scendere Massimo e magari andare avanti con quelle contrazioni per tutta la notte: bisogna operare! Firmo il consenso per il parto cesareo, dopo aver effettuato sia visita che ecografia per essere piu' sicuri della scelta da fare, tra contrazioni lancinanti distanziate tra loro si e no ogni due minuti. Torno in camera con le lacrime agli occhi, mentre i medici telefonano ai ferristi reperibili: il dolore delle contrazioni e l'agitazione per questo fuori programma mi hanno fatto scatenare tutta una serie di reazioni-emozioni e Franco cerca di tranquillizzarmi. Mi preparano per la sala operatoria e tutto cio' che di solito viene fatto nel giro di pochi minuti, a causa delle contrazioni, viene dilatato nel tempo e passano circa 20 minuti prima di poter finalmente sentire gli effetti dell'anestesia. Che sollievo! Ho paura degli aghi e soprattutto dell'anestesia spinale, ma in quel momento penso solo che devo farlo per forza e non posso tirarmi indietro, cosi' mi lascio guidare dai medici e solamente dopo pochi istanti tutto sembra non essere mai accaduto... si fa per dire! Peccato che Franco non possa assistere alla nascita di Massimo e peccato che anche io non abbia la possibilita' di concludere questo percorso in modo naturale. Non ho l'impressione di partorire, mi stanno operando, ma mi manca qualcosa. Nella sfortuna penso di essere stata fortunata a provare comunque il dolore del travaglio, perche' anche quello serve sia per il bene del bimbo, sia per prendere ancora piu' coscenza che si sta per mettere al mondo un essere umano. Penso a questo mentre i medici "trafficano" sulla mia pancia. Poi vedo (per quanto possa aver visto separata dal resto del mio corpo da un telo verde sostenuto da un ferro) che la dottoressa si abbassa quasi come a raccogliere qualcosa dalla mia pancia e mi sento togliere un peso dallo stomaco. Tutto silenzioso e all'improvviso si sente "Ueeee". Scoppio a piangere, perche' Massimo e' nato e lo grida a tutto il mondo! Qualcuno dice "Sono le 21.42" e capisco che e' perche' stanno segnando l'ora di nascita. Non me lo fanno vedere subito, ma lo puliscono e lo controllano, mentre i medici iniziano a "rimontarmi" e mi dicono che il problema stava nella posizione di Massimo, che non si era praticamente incastrato nel mio bacino per scendere. Me lo fanno vedere due secondi, il tempo di dargli due baci sulla fronte e lo portano a fare i controlli per vedere se sta bene. Dopo circa mezz'ora sto tornando in camera. Mi sento tutta addormentata e lungo il corridoio c'e' Franco con un sorriso da un orecchio all'altro, sventolando il bracciale che di li' a poco mi mettera' al braccio con il mio nome e quello del nostro piccolino, mi dice che ha visto Massimo e sta bene. Una volta in camera, Franco continua a parlarmi: "Allora... pesa 5kg 850g ed e' lungo 51 cm!". Io lo guardo con gli occhi sgranati e gli dico "Cinque chili???" e lui: "No no, mi sono sbagliato... 3kg 850g!"... sospiro di sollievo! Mi racconta che l'ha visto subito e che l'hanno fatto assistere al bagnetto e che e' tutto gonfio da una parte perche' e' stato poggiato per tante settimane sempre nello stesso modo, ma che poi tutto si sistema... insomma, Franco non smette di parlare un secondo e capisco che ora, passata la tensione, si scioglie anche lui e non vorrebbe nemmeno far entrare mia madre che e' fuori per salutarmi. Devo dirgli quattro volte di andarla a chiamare e che poi mi raccontera' tutto quanto la notte, perche' restera' con me in camera. Mia madre finalmente entra e mi dice di averlo visto anche lei subito e che e' bellissimo. Poi mi da' un bacio sulla fronte e torna a casa. Franco continua a raccontare e mi dice: "Oh Li', Massimo c'ha un pisellone!" e io: "Beh, ce l'avevano gia' detto dato che l'ecografa l'aveva visto..." e lui: "Eh, ma mentre gli facevano il bagnetto gli si e' tirato su... e' proprio grosso!" e io: "Oddio, nemmeno cinque minuti di vita ed ha gia' perso la verginita'!"... hihihi! Insomma parliamo un po', io gli racconto della mia esperienza e gli dico che la sensazione adesso e' bruttissima, perche' l'anestesia fa ancora effetto e sono mezza paralizzata: mi sembra di essere in uno di quei film di spionaggio dove a volte, per immobilizzare il nemico lo paralizzano per meta'!! Lui mi racconta di quando ha dovuto farla per operarsi all'ernia e cerchiamo di pensare totalmente ad altro per superare al meglio la tensione e lo stress della giornata! Verso le 23 provo a dormire un po', ma dopo mezz'ora bussano alla porta: e' l'infermiera pediatrica che ci porta Massimo e mi fa provare ad attaccarlo al seno. Che sensazione magica: Massimo mi cerca e, dopo che l'infermiera mi ha spiegato come fare, si attacca e tira con tutte le sue forze! L'infermiera chiude la porta e ci lascia da soli con il nostro piccolo Vampiretto da accudire e proteggere.
La magia della vita.
La meraviglia che siamo riusciti a creare io e Franco.
La nostra vita in tre che inizia.
blog
di Lovetrain
07 Gennaio 2009, ore 23:12
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3 commenti
09 Gennaio 2009 13:03:09, Inviato da M. Elena
20 Gennaio 2009 12:28:09, Inviato da barbara (poste)
20 Gennaio 2009 19:28:30, Inviato da Lisa
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